Approfittare del tasso più conveniente
Il tasso variabile è utilizzato come parametro di riferimento tutta una serie di mutui, tutti alternativi ai mutui a tasso fisso.
I mutui a tasso variabile dall’introduzione dell’Euro sono stati indicizzati all’Euribor, finchè a seguito della crisi del 2008 e all’impennata dei tassi variabili il cosiddetto Decreto Anti-Crisi (Decreto Bersani) ha imposto agli istituti di credito l’obbligo di offrire anche mutui indicizzati al tasso BCE
Nel caso di mutui a tasso variabile indicizzati all’Euribor l’aggiornamento sarà parametrato all’indice a uno, tre o sei mesi a seconda della rateizzazione, mentre nel caso di indicizzazione al tasso BCE il parametro è fisso e univoco, in ogni caso è il contratto di mutuo che, stabilendo le modalità di calcolo di ogni rata, fissa quale sia l’indice da utilizzare.
Il mutuo a tasso variabile ‘puro’ è una delle possibilità di scelta, ha il vantaggio di essere il mutuo più conveniente al momento della sottoscrizione ma porta con sé il rischio di una rata soggetta a tutte le variazioni del mercato monetario, nel bene e nel male.
Il piano di rimborso di questa tipologia di finanziamenti prevede un periodo di ammortamento della quota capitale di durata predefinita, perciò al variare del tasso di riferimento si verificherà una variazione positiva o negativa della quota di interesse, con conseguente variazione della rata di rimborso.
Ricordiamo che il trend di crescita dei tassi nel 2008 ha messo in seria difficoltà numerosissimi italiani che hanno visto la rata del mutuo crescere esponenzialmente, superando quasi del 40% la rata originaria.
Il nostro consiglio a chi ha deciso di utilizzare il mutuo a tasso variabile è, prima di ogni decisione, di valutare nella guida Mutuicom quali sono le altre possibilità e tipologie di finanziamento